Quando a camminare sono le donne

di Emanuela Celona
(pubblicato su piemonteparchi.it il 27 Maggio 2019)

Nata dalla sensibilità personale di una camminatrice e professionista della comunicazione, la ‘Rete delle donne in cammnino’ rappresenta un progetto inedito a livello nazionale e internazionale che sta raccogliendo un enorme entusiasmo da parte del mondo dei camminatori, e non solo da parte di quello femminile.

L’obiettivo di Ilaria Canali, l’ideatrice della ‘Rete delle donne in cammnino’, fin dal suo inizio, è stato quello di promuovere una maggiore rappresentanza, visibilità e potere decisionale delle donne nel settore dei cammini, un tipo di attività che spesso si pensa, inspiegabilmente, rivoltà di più a un pubblico maschile. Invece, questa ‘Rete’ rappresenta un progetto inedito a livello nazionale e internazionale che sta raccogliendo un entusiasmo da parte del mondo dei camminatori, e non solo dalle donne. 

“L’immagine di una donna in cammino ha una carica suggestiva che ispira immediatamente forza e libertà. Le donne in cammino rappresentano un ideale di coraggio, intraprendenza e determinazione di cui oggi si sente il bisogno, afferma Ilaria Canali, e proprio questo è il motivo del successo della iniziativa. Il cammino è infatti un’occasione straordinaria, e allo stesso tempo alla portata di tutti, per un empowerment femminile che può farsi strada in tutti gli ambiti della società”. 

A distanza di qualche mese dal lancio dell’iniziativa – presentata lo scorso 8 marzo, in occasione della Festa internazionale della Donna – l’abbiamo intervistata per sapere come procede il progetto. 

Quante donne hanno già aderito, a oggi, alla Rete delle Donne in Cammino?
In attesa di creare un portale di informazione, la Rete Nazionale Donne in Cammino, è un sistema di comunicazione social che sta connettendo molte migliaia di donne in cammino in tutta Italia, raccogliendo manifestazioni di interesse e collaborazioni da molti operatori di settore, enti, associazioni, tour operator e testate giornalistiche. 
E’ una community dedicata ai cammini al femminile in Italia con numeri di crescita così alti da lasciar pensare che si stia creando una delle più grandi community dedicate ai cammini a livello nazionale e che stia intercettando un interesse anche a livello internazionale. Sulla pagina ufficiale di Facebook, dopo poco più di due mesi, ci sono 16mila persone e nella comunità social, ossia il gruppo “Ragazze in gamba”, altre 3000 persone che ogni giorno si connettono, si scambiano consigli per intraprendere un cammino in sicurezza, condividono pensieri, spunti, ricordi, testimonianze e fotografie, informazioni sui percorsi e quanto altro possa servire di aiuto a una donna per camminare, da sola o in compagnia.
Ma non è tutto! La rete è un work in progress  e in questi giorni si stanno creando tutti gli snodi regionali della rete, ossia i gruppi di coordinamento divisi per regione, città e cammini come la via Francigena, la Via di Francesco, la Via degli Dei e il Cammino di Santiago.

Tutto questo sta creando una narrazione femminile, uno storytelling in termini tecnici, suggestivo e potente che stimola l’empowerment delle donne, sia di quelle che camminano che di coloro che guardano, ascoltano e ammirano coloro che si sono messe in marcia, in un gioco di specchi dove alla fine vincono tutti: sia chi parte che chi resta. Quel che conta infatti è lo stimolo, l’esempio, la guida, l’ispirazione, la musa. Questo è il potere delle storie, dei racconti. Utili non solo a chi li dice, ma anche a chi li ascolta e a volte anche di più.
La ‘Rete Nazionale Donne in Cammino’ ha creato un ecosistema di comunicazione semplice, ma con un approccio innovativo nei modo in cui è gestito e soprattutto nelle finalità tese a creare sinergie, scambi e contaminazioni positive di buone prassi a livello interregionale per stimolare le donne a mettersi in cammino senza necessariamente appoggiarsi a iniziative altrui, ma partendo da sole o con un gruppo di amiche o amici intercettati attraverso i social gestiti dalla Rete. Un grande propagatore di amicizia e allo stesso tempo un efficace strumento di auto-organizzazione e gestione per coordinarsi in modo libero: un progetto che ha come cardine il rispetto delle donne e della loro libertà, autonomia, intraprendenza. D’altro canto è proprio il valore della libertà ad essere emerso come quello maggiormente condiviso e ricercato dalle donne in cammino secondo un sondaggio realizzato nel gruppo social “Ragazze in cammino”.
Ecco perché, per rispondere alla sua domanda circa le adesioni arrivate alla Rete, la risposta è: migliaia! Perché non si aderisce alla ‘Rete’ firmando un impegno formale ma nei fatti, camminando, partecipando e attivandosi.
E ci sono migliaia di donne che si sono già messe le scarpe ai piedi, hanno riempito lo zaino e hanno iniziato a camminare. Dal virtuale del social al reale dei cammini e della natura in un passo. Il cammino è a portata di click, ma realmente.

Inoltre, stanno già collaborando con la ‘Rete’ tantissime persone per realizzare delle iniziative di cammini e incontri di discussione sui temi chiave e i valori che la rete intende portare avanti e promuovere. Abbiamo collaborato già con importanti realtà del mondo dei camminatori: Radio Francigena, Amodo, Alleanza della mobilità dolce, RomaCammina, Comip, Antropostudio, Earth Day Italia, Terre di Mezzo, Piedibus del Ben Essere, il Parco Ragionale dell’Appia Antica, Italia a Piedi, ITACA Festival Turismo Responsabile, RETAKE, NoiTrek. Migrantour Viaggi Solidali, Legambiente, Touring Club Italia, Alleanza dei Beni Comuni, MappaRoma, CorvialeDomani, Viviamo Corviale.

Cosa dovrebbe spingere una donna ad aderirvi?
Come ho spiegato prima, ormai non si parla più al condizionale. Abbiamo sotto i nostri occhi gli esempi di tantissime donne che si sono messe in cammino e che si stanno mobilitando per promuovere la ‘Rete’ divenendo ambasciatrici in varie Regioni italiane. Cosa le ha spinte a credere nel progetto? Direi che hanno trovato le risposte che cercavano: volevano poter parlare, raccontare le loro storie di cammini ma anche di vita, chiedere consigli, trovare amiche con cui percorrere insieme un sentiero o un lungo percorso e infine desideravano non sentirsi sole, ma insieme a una grande comunità che è straordinariamente accogliente. La cosa particolare è che dentro la ‘Rete’ ci sono anche svariati uomini che si sono inseriti e collaborano alla grande narrazione condivisa dei cammini italiani.

La Rete è stata pensata più per un interesse a ribadire l’importanza della questione di genere, o più per aderire alla filosofia di un cammino lento?
La Rete Nazionale Donne in Cammino ha la missione di promuovere il talento e l’empowerment femminile attraverso i cammini. Empowerment per noi è un processo di fioritura, non legato alla performance, ma al rispetto del proprio talento e della propria vocazione. Non a caso la Rete ha scelto come simbolo un fiore, il girasole.
Cammini ed empowerment femminile nella nostra visione sono collegati strettamente: il cammino è lo strumento attraverso il quale le donne possono mettersi alla prova, sfidarsi nella propria capacità di essere autonome, libere, coraggiose e intraprendenti. Tutto ciò, trasferito nel proprio quotidiano si traduce in un rafforzamento interiore che può condurre una donna ad affrontare meglio le sue battaglie, riuscendo anche a proporre con più energia e determinazione la sua voce, le sue decisioni negli ambiti, e sono tantissimi, dove non esiste la parità di genere. Il cammino insegna il rispetto di se stessi e degli altri.

Possono aderire anche gli uomini?
Si, certo. La Rete ha già accolto molti “uomini in cammino” che sono intervenuti in vari incontri apportando dei contributi molto preziosi. Inoltre vari “ragazzi in cammino” sono con noi, ci raccontano i loro passi ed è davvero bello accogliere due visioni insieme, quella maschile e quella femminile, e vedere come il dialogo possa essere fluido e arricchente.

Gli enti di gestione dei parchi naturali possono avere un ‘ruolo’ particolare nel progetto?
Assolutamente sì. In questa prima fase del progetto, che è molto fluida, gli Enti di gestione dei parchi naturali possono aiutarci, fornendo tutte le informazioni utili per stimolare tante donne in cammino a percorrere quei territori in sicurezza. Quindi, molto semplicemente, il social media manager di un ente parco potrebbe inserirsi nella nostra Rete e diventare un protagonista della promozione territoriale presso un pubblico di persone estremamente ricettivo, attento e appassionato. Quindi un target ideale. Inoltre un ente parco potrebbe organizzare con noi un evento dedicato proprio alla ‘Rete Nazionale’. In futuro, quando il progetto sarà più strutturato, un ente parco potrebbe avere un ruolo ancora più strategico nella creazione di contenuti informativi, ma anche di proposte progettuali.

Ci sono degli appuntamenti previsti in Piemonte?
Ancora no, ma vi indico il gruppo social del Piemonte dove poi saranno lanciate le iniziative che le donne in cammino proporranno. In questo spazio se l’ente parco vorrà inserire proposte, eventi e iniziative, è benvenuto.

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1 Comment

  • Le donne hanno sempre camminato, al pari degli uomini. Non è affatto vero che camminare sia un’attività prettamente maschile (forse in Arabia Saudita ma forse neppure). È la solita prospettiva cittadina ma se guardiamo da una prospettiva dei sentieri le donne ci sono eccome. E visto il maggiore numero di donne nella popolazione, è facile che siano più degli uomini. Ai cittadini piace progettare, codificare, coinvolgere per essere massa, ma sui sentieri per fortuna si può camminare liberamente. L’articolo è molto sessista, ma apre anche ai maschi, quindi diventa inutile. L’ho trovato anche fastidioso. Ma la libertà, per fortuna, c’è anche nell’esprimersi .

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