Profitto e avidità

di Erri De Luca
(pubblicato su Fondazione Erri De Luca in data 11 maggio 2021)

Erano i primi anni di scuola. Dopo l’estate non tornammo in città, restammo sull’isola. Tra i bambini dilagava la poliomielite, chiamata anche paralisi infantile. Aveva colpito due nostri cugini azzoppandoli a vita.
Arrivò il vaccino, un tatuaggio a forma di bolla sul braccio. Lo aveva inventato un signore di nome Albert Sabin, un ebreo americano. Protesse i bambini su scala mondiale.
Il signore rinunciò al brevetto, permettendo di sfruttarlo ovunque senza percepirne la rendita.
Si ripropone il tema sotto forma di parziale sospensione, non di rinuncia, dei diritti di autore farmaceutici. La richiesta viene dalla politica. Sorprende che nessuna ditta abbia aderito. Nessuna produttrice di vaccino ha rotto il fronte del massimo profitto.
Fa eccezione Cuba che non è un’azienda, ma uno Stato produttore indipendente.

Si dovrà convivere con i vaccini. Del resto già succede con quelli antinfluenzali, che sono però facoltativi. Le varianti del virus costringeranno all’inseguimento per aggiornare le dosi. Altri virus faranno il salto di specie dall’ospite animale a quello umano.
Vaccinarsi sarà la regolare condivisione di un’immunità. Chi passivamente la chiama “di gregge” suscita il desiderio opposto di non farne parte. È invece traguardo di reciproca fiducia, un nuovo modo di appartenere a una comunità minacciata. Tutt’altro che gregge: si tratta di consapevolezza civile. Sottrarsene comporterà sospetto e isolamento.

La neve si scioglie e l’avidità umana? Foto: Erri De Luca.



Le case farmaceutiche dovranno sottostare a limiti di profitto imposti dalla politica o saranno loro a dettare le condizioni alla politica. Questa è la posta in palio della partita appena iniziata.
Si dovrà stabilire il discrimine tra il legittimo profitto e l’avidità. Chi deve deciderlo?
All’esterno è compito dell’opinione pubblica rompere il fronte del rifiuto e premiare le ditte virtuose che accetteranno in parte la rinuncia di Sabin.
All’interno invece è compito delle coscienze che in condizioni difficili si adoperano per il miglioramento della specie umana.

Pubblicato il

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *