Plastica biodegradabile

di Asia Solfanelli
(pubblicato su Ildigitale.it in data 25 novembre 2020)

Arriva da Israele l’ultimo progresso della scienza che spalanca le porte verso uno sviluppo sempre più sostenibile. Il materiale ecologico è completamente eco-friendly. La biochimica Sharon Barak e la sua start-up Solutum la stanno presentando al mondo.

Sharon Barak, ingegnere chimico israeliana e fondatrice della start up Solutum.

La plastica biodegradabile si dissolve in acqua in tempi brevissimi e, addirittura, resta talmente pulita da poter esser bevuta. Non sembrerebbe che plastica trasparente e flessibile, ma il materiale creato dalla biochimica israeliana ha qualcosa di veramente straordinario: è ecologico. Mentre la nostra plastica impiega quasi 100 anni per essere smaltita, la “plastica” di Sharon Barak si scioglie nell’acqua in un tempo brevissimo, lasciandola, addirittura, talmente pulita da poter esser bevuta.

Siamo di fronte a una scoperta che potrebbe davvero rivoluzionare non solo l’industria, ma, soprattutto, il nostro futuro e quello del nostro pianeta. È proprio quest’ultimo che, quanto mai minacciato dal surriscaldamento globale, non aspettava altro che una notizia come questa: dopo anni ricerca e studio per ridurre l’impatto ambientale sembra che, finalmente, stiamo per sostituire la nostra ultracentenaria plastica, inquinante e difficile da digerire per il nostro ecosistema.

Sharon Barak è un’ingegnere chimico israeliana e fondatrice di Solutum. La Solutum è una giovane start-up innovativa impegnata nella lotta contro l’inquinamento causato soprattutto dalla plastica, un problema cui cerchiamo una soluzione ormai da decenni.

Oggi, proprio grazie a questa scienziata e ai suoi collaboratori, la svolta sembra non solo vicina, ma soprattutto economica e verde. Con la speranza che il composto individuato possa davvero essere utilizzato completamente e prontamente al posto della nostra ‘cara’ plastica, un ringraziamento oggi va al team di Solutum e alla scienza che, quando a servizio del benessere dell’uomo e del nostro fragile ecosistema, è ancora capace di progredire e offrire, se non soluzioni, buone prospettive per il futuro.

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