Caro vecchio rifugio alpino

Per continuare il discorso sull’argomento aperto il 3 novembre 2020 con l’articolo sul Comici.

Caro vecchio rifugio alpino
di Giovanni Di Vecchia
(pubblicato su La Rivista della Giovane Montagna, numero 2 anno 2020, tratto dall’omonimo libro pubblicato a maggio 2020)

Caro vecchio rifugio alpino sei stato, ed in parte ancora, luogo di particolari atmosfere, di silenzi, luci, suoni e molto altro ancora che hanno dato la possibilità di momenti di contemplazione e spiritualità al cospetto di una natura incontaminata illuminata dai raggi del sole e dalla luce delle stelle apparentemente così vicine. Ed anche riparo sicuro da improvvise intemperie. Hai trasmesso prima e dopo un’impresa emozioni, ansie ed anche gioie a quegli alpinisti che hanno frequentato le alte quote per scalare variegate pareti rocciose, in specie nel periodo di settembre come amava fare, a suo tempo, quell’innamorato della montagna che è stato Dino Buzzati, lontano dalle folle estive, così da potersi appropriare quasi in esclusiva delle vette. Il ricordo va a quei particolari e diversificati odori non solo rinvenienti dalla cucina, come anche a quel vociare, a volte concitato, prima di coricarsi, poi a quei lunghi silenzi che hanno accompagnato le ore della notte, richiamando, a volte, alla mente ed al cuore anche le più belle note riportate nei pentagrammi: musiche, per lo più sinfoniche, che hanno sublimato la montagna, essa che è stata musa ispiratrice dei vari compositori per la sua superba e maestosa bellezza. Anche, e non di meno, quando, al termine di una ascesa, pur già in autunno inoltrato, con l’evidente variare della natura alpina, si potevano, seppure da lontano, come ancora oggi, udire, rinvenienti dal suo interno, cori e canti inneggianti alla bellezza delle cime. Poi il ritorno alle proprie case, alle città, con la speranza di esserci di nuovo, anche se, con il passare degli anni, spesso il treno della vita andava inesorabilmente avanti, restando quindi il solo ricordo di un trascorso meraviglioso ed irripetibile.

Rifugio Velo della Madonna, Pale di San Martino

 

 

 

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