Nove giorni tra Milano e la Svizzera

di Marco Berchi
(pubblicato su lastampa.it il 14 settembre 2020)

A piedi da Milano alla Svizzera? E per dove? Lungo i guard-rail delle autostrade o le massicciate delle ferrovie? Facile fare dell’ironia ma in tempi di pandemia, di distanziamento, di turismo lento e di prossimità i sorrisini lasciano il posto al dubbio: ma davvero? Vuoi vedere che si può? E che magari ce la farei anch’io…

La risposta, positiva, viene da veri e propri specialisti dell’andare a piedi, quelli del Movimento Lento, di cui si può leggere qui e qui.

Alberto Conte, fondatore e presidente, si è messo di buzzo buono e ha dapprima verificato che tutte le possibilità esistenti di camminare da Milano alla Svizzera hanno, prima o poi, seri problemi di sicurezza vuoi per il traffico vuoi per attraversamenti obbligati di aree poco piacevoli. Poi ha individuato un percorso che, dice, «unisce sicurezza, godibilità, paesaggio e cultura. È l’itinerario che esce da Milano percorrendo il naviglio della Martesana, una via verde molto piacevole, silenziosa e sicura, che punta verso nord-est per arrivare al fiume Adda. Da qui si imbocca il percorso ciclabile che risale il fiume, un itinerario a tratti spettacolare che raggiunge Lecco».

Ok, da Lecco la Svizzera non è lontana — come ben sapevano i camminatori che percorrevano lo storico Sentiero del Viandante che saliva verso Colico risalendo la sponda orientale del Lago di Como per poi puntare su Chiavenna lungo l’antica via Francisca e, da lì, imboccare l’ancor più antica via Spluga verso Thusis e il cuore della Confederazione. Ma un importante tratto di quel percorso, dal capoluogo sino ad Abbadia Lariana, non esiste più e i moderni viandanti devono affidarsi al treno o al battello.

Il break lungo il Lario — ed è una notizia che Movimento Lento dirama con soddisfazione — sta per essere colmato grazie al cantiere già attivo i cui lavori promettono di aprire ai camminatori il tratto Lecco – Abbadia dalla primavera 2021.

«Sarà così completato l’asse portante delle Vie del Viandante» spiega Conte, stavolta nelle vesti di titolare dell’azienda di progettazione ItinerAria. «Una rete di dodici percorsi transfrontalieri che negli ultimi anni sono stati valorizzati tramite due progetti Interreg finanziati dall’Unione Europea e coordinati dal Comune di Lecco. Abbiamo lavorato con entusiasmo al progetto, realizzando tra l’altro il sito web www.leviedelviandante.eu, una app che consente di orientarsi anche sui percorsi non segnati e il passaporto del Viandante».

In questi giorni, Conte ha collaudato personalmente il percorso, accompagnato da Sara Zanni, archeologa esperta di viabilità antica, e posizionando la segnaletica costituita da centinaia di adesivi con una freccia blu che indica la direzione verso la Svizzera e una bianca che indica Milano.

Sì, perché ovviamente il cammino è percorribile in entrambi i sensi e chi scende da nord può arrivare esattamente in Piazza della Scala. Almeno inizialmente, è probabile che siano proprio i camminatori “nordici” i più numerosi frequentatori dell’itinerario. Ma c’è da scommettere — visto il piccolo boom italiano 2020 del turismo “camminato” — che essi incroceranno sempre più di frequente viandanti italiani diretti verso le Alpi e verso la Svizzera, sempre lontani da guard-rail e binari.

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