vienormali.it

Nelle nostre quotidiane peregrinazioni sul web, più volte ci siamo imbattuti nel sito https://www.vienormali.it/ fino a che ci siamo risolti a esplorarne le qualità e soprattutto le utilità. Non pretendiamo qui di darne una panoramica completa, perché il sito è molto vasto, ricchissimo di informazioni e assai facile da consultare, non solo a causa della chiarezza e linearità di esposizione, ma anche per le molteplici possibilità di ricerca di ciò che può interessare.

Il funzionamento, oltre che da una regia in tutta evidenza assai competente e appassionata, è assicurato da una community di alpinisti ed escursionisti che periodicamente caricano nel sito le loro gite e le loro ascensioni. Per inciso osserviamo che, a dispetto del nome “vie normali” nel sito è presente anche un considerevole database di ascensioni che NON sono vie normali e anzi presentano difficoltà alpinistiche più o meno forti. Anche le vie ferrate sono ben rappresentate.

Lungo la Valle del Dosso

Gli appassionati che forniscono i dati sono definiti “scalatori” e al momento (21 novembre 2020) sono presenti in numero di 2886. C’è un elenco, ma viene precisato che esso è composto solamente da coloro che hanno dato il permesso di comparire (quindi in numero inferiore a 2886). Gli scalatori sono indicati con il solo nome di battesimo e l’iniziale del cognome.

Si volesse dialogare con la redazione o inserire nuovi itinerari, per contatti: https://www.vienormali

Per dare un’idea di quale varietà sia composta la ricerca, ecco l’elenco dei diversi modi con i quale essa può essere condotta, oltre al classico sistema di digitare il nome della cima:

Il Pizzo Campanile da SSE

Nel database delle vie normali sono attualmente (al 22 novembre 2020) presenti 2952 cime. Ne abbiamo scelta una, il Pizzo Campanile 2459 m e perciò riportiamo qui tutti i dati e informazioni presenti al riguardo della sua via normale di salita.
E’ da osservare che la via normale del Pizzo Campanile fa parte anche delle attualmente (22 novembre 2020) 135 cosiddette “fotoscalate”: sono itinerari cioè che sono documentati, oltre che dalla essenziale descrizione, anche da un album fotografico che ovviamente può variare da via a via ma che comunque illustra benissimo quello che è il percorso e la montagna. C’è anche un elenco di “videoscalate” ma, a causa di un messaggio di errore che dà il link (oggi, 22 novembre 2020), non siamo stati in grado di capire quante esse in realtà siano, a parte la decina presentate in apertura.

Pizzo Campanile 2459 m
(è la numero 1750 delle cime presenti, mentre è la numero 95 delle 135 fotoscalate presenti con le sue 32 immagini)

Il Pizzo Campanile da WSW
Regione: Lombardia (Como)
Alpi e Gruppo: Alpi Occidentali – Alpi Lepontine – Gruppo Catena Mesolcina
Provincia: Como
Punto di partenza: Caiasco 1003 m
Versante di salita: SW-E-SW
Dislivello di salita: 1460 m – Totale: 2920 m
Tempo di salita: 4.45 h – Totale: 9.30 h
Periodo consigliato: estate

Valle: Valle del Liro – Altre cime della Valle del Liro
Punti di appoggio: nessuno
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia e roccette, passaggi su roccia
Difficoltà:  EE – A – II- – F (scala difficoltà)
Attrezzatura: scarponi e casco (espressi con dei disegni)
Valutazione: cinque “vette”, graduazione visiva che si rifa a una scala di “bellezza”
Libro di vetta: no
Cartografia: Carta Nazionale della Svizzera n. 1314 – Passo San Jorio 1:25.000 e N. 277 – Roveredo 1:50.000
Autore: Profilo di Piero V. – Altre salite dell’autore
Data della salita: 28/06/2009
Data pubblicazione: 07/12/2010
N° di visualizzazioni: 9294

Il Pizzo Campanile con la Bocchetta di Lavreno ancora innevata, da SW

Introduzione
Il Pizzo Campanile è una delle cime più rappresentative dei Monti dell´Alto Làrio. Un´imponente torre di roccia verticale, se osservato dal suo lato migliore, la parete E, dove sono state aperte numerose ed impegnative vie di arrampicata. Dalla Valle del Dosso, dove passa la via normale, è l´elevazione più orientale del complesso castello roccioso, alla testata della valle, che comprende anche il Pizzo Martello e il Pizzo Caurga. Grazie alla posizione di vertice, rispetto alle 4 valli limitrofe, offre un panorama incantevole in tutte le direzioni. La via normale di salita da SW, per niente banale, è facile (F) solo se in buone condizioni. Oltre la Bocchetta di Lavreno, la salita diventa molto ripida e in diversi punti le cenge erbose e le roccette sono abbastanza esposte. Inoltre, il continuo cambiamento del versante di salita richiede un buon senso di orientamento. In particolare (per esperienza personale) dopo aver superato l´intaglio sulla cresta SSE, mentre si attraversa la parete SW, è importante voltasi per memorizzare il punto esatto dell´intaglio, per non avere problemi al ritorno. Corda e imbrago servono solo per i meno esperti.

Accesso
Da Gravedona, sul lago di Como, si percorre la strada che conduce a Dosso del Liro. Qui si passa davanti alla chiesa e seguendo alcuni stretti tornanti, ci si porta al limite superiore del paese. La strada prosegue poi in direzione NW, inizialmente asfaltata poi sterrata e al termine conduce alla località di Caiasco 1003 m, dove c´è un piccolo posteggio.

L’intaglio dal versante E

Descrizione della salita
Da Caiasco si segue la stradina che, prevalentemente pianeggiante e con alcuni saliscendi, in direzione N conduce alle località di Sciresa, Cucchetta, Cascinotta e la Foppa. Presso quest´ultima località nel giugno 2010 terminava la stradina in costruzione. Si prosegue quindi su di un sentiero ben marcato e in breve si giunge all´Alpe Porcile e poco oltre si attraversa il torrente al ponte di Madri 1185 m. Si sale all´Alpe di Madri dove termina la vegetazione di alto fusto, entrando di fatto nell´alta Valle del Dosso, una valle sorprendentemente rettilinea, selvaggia, dai fianchi molto scoscesi, dove i coni delle valanghe ricoprono il torrente fino a stagione estiva inoltrata. Dall´Alpe di Madri in poi il sentiero diventa meno evidente e si risale la valle solo su tracce e qualche raro segno rosso, dapprima a sinistra (salendo) del torrente, poi a destra ed infine di nuovo a sinistra. Si procede quindi fra cespugli e colate di detriti fino a giungere sotto il ripido pendio roccioso che chiude la valle. Vi sono 2 alternative per il superamento di questo ripido risalto:

1) la prima è quella di seguire il sentierino, a tratti esposto, poco a sinistra (salendo) dell´incassato corso del torrente (a tale proposito vedi relazione e foto scalata: Pizzo Paglia);

2) la seconda, dal percorso più diretto ma senza sentierino, è di seguire ancora per un pò il corso del torrente e poi salire a destra un pendio di detriti e bassi cespugli, non troppo faticoso, traversando di fatto in obliquo sotto la fascia rocciosa.

Optando per la seconda alternativa (vedi anche foto scalate), si raggiunge la sommità della fascia rocciosa al margine orientale. Da qui si salgono, con percorso intuitivo, gli ampi pendii erbosi e detritici in direzione dell´evidente Bocchetta di Lavreno. Il canale che adduce alla bocchetta è ripido ma facile e raggiunto il vertice si entra, per mezzo di una cengia, nella parete E del Pizzo Campanile. Si segue la cengia per pochi metri e si sale poi, verso sinistra, un largo canale (presenti alcuni ometti di pietra) che si restringe in alto. Nel canale, dapprima si arrampicano le ripide roccette verso destra, per poi traversare verso sinistra fino a raggiungere un intaglio sulla cresta SSE. Dall´intaglio si scende brevemente e si attraversa la parete SW, su cenge erbose ripide, in direzione della cresta W. Prima di raggiungere questa cresta si sale un facile canaletto e sulle tracce di un sentierino si svolta a destra, in direzione della vetta, che viene raggiunta su roccette ripide ma facili.

Discesa
Come per la salita.

Panorama verso E, al centro il Pizzo Cavregasco, verso destra il Pizzo Rabbi e il Pizzo Ledu

Note
Nota 1
la Carta Nazionale della Svizzera, che comprende anche una parte del territorio italiano limitrofo, è rinomata per la precisione e la perfetta riproduzione dei particolari. Va comunque precisato che la zona italiana del Pizzo Campanile e della Bocchetta di Lavreno, non è molto esatta. Inoltre la N. 277 – Roveredo 1:50.000 (edizione 1983) riporta l´errata scritta: P. Martel, al posto di P. Campanile. In ogni caso sono sempre le migliori.

Nota 2
lungo l´itinerario non è presente alcun punto d´appoggio. I pendii erbosi e detritici che precedono la salita alla Bocchetta di Lavreno, possono comunque essere raggiunti anche da E, dalla Capanna Como 1790 m, situata presso il Lago di Darengo. Punto di partenza per raggiungere la capanna è il Paese di Livo. La difficoltà del percorso e i tempi di percorrenza, indicati qui di seguito, sono riportati dalla Guida dei Monti d´Italia del CAI/TCI: Mesolcina-Spuga, Monti dell´Alto Làrio:

– da Livo alla Capanna Como, attraverso la Valle di Darengo: difficoltà (E), tempo di percorrenza h 3.30

– dalla Capanna Como ai pendii citati, attraverso il Passo dell´Orso, situato sulla cresta della Gratella: difficoltà (EE) ma esposto, tempo di percorrenza h 1.30.

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