Mario Bisaccia

Non ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere Mario ma leggendo questo libro ho scoperto il suo animo, il suo modo di sentire e di vivere intensamente tutte le componenti della sua vita (Vincenzo Torti)”.

Mario Bisaccia – La rivoluzione delle tecniche di assicurazione in alpinismo
A cura di Alessandra Galli Bisaccia
Quirici Edizioni, 2018
con il patrocinio del Club Alpino Italiano
Elegante volume di oltre 160 pagine, da leggere tutto d’un fiato. Spunti poetici tratti dai diari personali si alternano ai documenti storici che illustrano l’intensa attività alpinistica di Mario Bisaccia, Accademico e Istruttore Nazionale del CAI, e ne testimoniano l’impegno nel campo didattico e nella ricerca sui materiali alpinistici e sulle tecniche di utilizzo, in particolare nel campo dell’assicurazione.

Mario Bisaccia
Introduzione al libro
di Franco e Alessandra Bisaccia
(pubblicato su Lo Zaino 7, primavera 2019)
(clicca qui per scaricare l’intero numero di Lo Zaino)

“Insegnerò ai miei figli che è necessario portare dentro di sé la certezza di non aver sprecato i propri vent’anni (Mario Bisaccia)”.

Il volume, una raccolta di contributi scritti da alpinisti e storici dell’alpinismo (tra cui Silvia Metzeltin, Matteo Serafin, Giuliano Bressan, Mario Bramanti), presenta la figura dell’alpinista varesino Mario Bisaccia, sotto il profilo alpinistico e per il contributo agli studi e alle prove tecniche per la sicurezza nella progressione in arrampicata e su ghiaccio, ovvero l’adozione del nodo mezzo barcaiolo nell’assicurazione dinamica di una cordata.

Punto di riferimento per i tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, Bisaccia è stato negli anni Sessanta il principale studioso e promotore in Italia e nel mondo della sicurezza in arrampicata su roccia e su ghiaccio. Il volume prende spunto dalle salite alpinistiche di un gruppo di ragazzi di Varese che, negli anni del secondo dopoguerra, diedero vita al Gruppo Roccia della locale sezione del CAI: dalle falesie del Campo dei Fiori alle grandi pareti del Monte Rosa e delle Alpi Centrali: iniziò così l’epopea, tutta varesina, di un alpinismo “sociale” ancora eroico quanto a materiali e tecniche. Ed è da queste esperienze che nacque la prima Scuola di alpinismo della città, intitolata a Remo e Renzo Minazzi: una scuola di “cittadinanza attiva”, come scrive Silvia Metzeltin, di cui maestro riconosciuto e amatissimo fu proprio lui. Mario Bisaccia, “il Capitano”, come era chiamato da allievi e compagni di cordata. Verso la fine degli anni Sessanta, all’apice della sua esperienza alpinistica. Bisaccia si dedicò alla didattica e alla sicurezza.

Nell’ambito della Scuola nazionale di alpinismo del CAI costituì un gruppo molto affiatato di accademici e istruttori del CAI, Guide Alpine e istruttori della Guardia di Finanza e nel 1968 fondò il primo Centro Studi Materiali e Tecniche la cui attività empirica e teorica portò nel 1973 all’affermazione a livello internazionale del metodo italiano di assicurazione dinamica mediante il nodo mezzo barcaiolo. Nel 2018, in occasione della ricorrenza del 50° dalla nascita della Commissione Materiali e Tecniche, il libro vuole offrire un’importante testimonianza storica sul lavoro svolto in quegli anni attraverso la voce di chi c’era, grazie al fondamentale contributo di Adriano Castroni (INA) e Carlo Zanantoni (accademico del CAI). La prima parte del libro racconta la vita e il ruolo di Mario Bisaccia per l’alpinismo varesino e italiano: il contesto sociale e culturale in cui Mario operava, nonché l’evoluzione delle tecniche e dei materiali seguita dalla Commissione ora Centro Studio Tecniche e Materiali del CAI.

Nella seconda parte del volume vengono proposti alcuni scritti inediti di Mario Bisaccia, riflessioni e racconti legati alla montagna che ne mostrano la sua personale filosofia di vita.

 

«Non si tratta di arida cronaca alpinistica o di resoconti di scalate, ma di riflessioni profonde sull’essenza dell’alpinismo e sul rapporto di vera amicizia che lega fra loro i compagni di cordata», osserva Lella Cesarin di Padova che, assieme a Bisaccia e al marito Gianni Mazzenga, furono insigniti del riconoscimento del Cardo d’Oro per la solidarietà, dopo aver salito il Cimon della Pala assieme all’amico non vedente Toni Gianese. Non solo un saggio, quindi, di storia e di tecnica dell’alpinismo, ma soprattutto un lavoro di testimonianza per far conoscere agli alpinisti di oggi un alpinista di ieri, che non può essere dimenticato.

Presentazione del libro dedicato a Mario Bisaccia
di Vincenzo Torti

Non ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere Mario Bisaccia (Varese, 1929 – Monte Elbrus, Caucaso, 1975) ma leggendo questo libro ho scoperto il suo animo, il suo modo di sentire e di vivere intensamente tutte le componenti della sua vita.

La frase con cui ho iniziato la prefazione del libro è secondo me l’essenza del suo modo di essere: “Insegnerò ai miei figli che è necessario portare dentro di sé la certezza di non aver sprecato i propri vent’anni”, io dico in generale il tempo.

Locandina di presentazione a Legnano del libro, 21 febbraio 2020

Questo è un invito per ognuno di noi non solo per le persone che hanno una storia, una vita dedicata alla montagna, all’arrampicata, e sono ancora protagonisti con entusiasmo, ma per tutte le persone che si avvicinano alla montagna, per i giovani allievi dei nostri corsi di alpinismo giovanile, arrampicata e sci alpinismo. Il tempo da non sprecare… è un’occasione da valorizzare per tutti coloro che come Mario credono che il mondo dell’Alpinismo non abbia bisogno di forme ma di sostanze, e di uomini che vogliono tramandare. Perché questa è l’altra, secondo me, componente fondamentale, quel voler insegnare perché si ha qualcosa dentro di valido, importante e che conta di più se diventa patrimonio di tutti. In quel “insegnerò” – è questo il passaggio – ai figli, a tutti, tutti in qualche modo figli con la stessa passione, noi dobbiamo raccogliere questo messaggio. Ecco che nel tramandare, nel trasmettere, nell’insegnare c’è la nostra cultura più grande ed esistono ruoli che ci mettono in condizioni di poter fare qualcosa di importante, non di renderci importanti ma di fare cose importanti per gli altri. E nel ricordare il 50° dalla nascita della Commissione Materiali e Tecniche di cui Mario fu il primo Presidente, insieme con il libro a lui dedicato, non vi nascondo l’orgoglio di vedere accanto al nome di Mario Bisaccia questo piccolo stemma. E uno stemma in cui Mario ha creduto molto, al quale ha dato molto, e siamo qui per farlo vivere, per mantenerlo vivo come è nel libro, come è nel ricordo delle persone, dei suoi familiari, di chi ha arrampicato con lui, e perché è vivo per tutti noi che ogni volta che andiamo in montagna dobbiamo dire grazie a qualcosa che da questa mente, che da questa volontà è passata.

Alessandra Galli Bisaccia conversa con Vinicio Stefanello, presentazione del libro a Padova

Manifesto il compiacimento di tutto il Club Alpino Italiano per poter ricordare una figura così importante come esempio non solo dell’aspetto tecnico e delle capacità alpinistiche, ma proprio come esempio umano. Quindi grazie a Mario Bisaccia e grazie a tutti coloro che credendoci hanno dato vita a questo splendido volume.

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