La foresta fossile

Un originale romanzo noir ambientato nei dintorni della Stura di Lanzo, dove ricerche archeologiche e poliziesche si accavallano tra foreste fossili e sparizioni umane. Una storia consigliata a tutti gli appassionati del genere eco-thriller, a quelli di storie locali, ma anche ai divulgatori di scienza e natura.

La foresta fossile
di Daniele Pesce
(pubblicato su piemonteparchi.it il 17 dicembre 2020)

Forse non è così facile immaginare le placide campagne del ciriacese come sfondo per un romanzo giallo eppure ne La Foresta Fossile si scopre che a Villanova la gente scompare e che magari a Grosso, chi sa non parla e che certe osterie di Nole sono frequentate non benissimo. Tutto ha origine in quel piccolo tratto della Stura di Lanzo dove, dal 1985, sono stati riconosciuti dei resti paleobotanici piuttosto significativi per il Piemonte.

Da Lanzo a Torino il torrente Stura scorre, a volte impetuosamente, rielaborando incessantemente le ghiaie strappate alle valli dai ghiacciai quaternari. Ma prima dei ghiacciai, che cos’era la Stura, dove scorreva, come, in che paesaggio e come erano fatte le valli di Lanzo?

A volte è possibile ricostruire milioni di anni di storia da pochi labili tracce che a volte fortunosamente affiorano, spesso per poco tempo. Questo è il significato scientifico della foresta fossile che affiora nel greto della Stura tra Villanova e Nole. Ma se i capricci del torrente facessero affiorare altri indizi, altre storie, molto più recenti? E se gli studiosi della foresta fossile fossero gli unici a poter interpretare correttamente questi indizi? Così ecco che uno stimato professore scompare poco prima di importanti rivelazioni, i colleghi e la polizia, ognuno con i propri metodi, cominciano le ricerche; e intanto, a sparire, sono in tanti.

Una storia così si può raccontare in molti modi, l’originalità sta nel raccontarlo in un romanzo “noir” condito da precise informazioni tecnico scientifiche (non troppe, sia mai).

La narratrice è Cristina Converso, forestale (ARPA Piemonte) e appassionata divulgatrice, amante delle storie “forti”, così come sono forti i personaggi e forte è il paesaggio, alluvionato e ferito.

Diverse tracce narrative si intrecciano, così come i rami divaganti del torrente, ognuno dotato di vita propria ma poi inevitabilmente confluenti verso un unico alveo, pardon, soluzione del caso.

Il volume è consigliato a tutti gli appassionati del genere eco-thriller, agli appassionati di storie locali (certo, qui tutte inventate, come no…) ai divulgatori di scienza e natura.

Il volume è corredato da note scientifico forestali e da appendici di approfondimento curate dai professori dell’Università di Torino Alessandro Crosetti, Dipartimento di Giurisprudenza e Edoardo Martinetto, Dipartimento di Scienze della Terra.

La Foresta Fossile, di Cristina Converso, ed. Buendia Books, 2020; 226 pp; 14,50 EUR.

 

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