Dal fondo del pozzo ho guardato le stelle

Presentiamo l’ultima fatica letteraria dell’amico Andrea Gobetti, il libro edito da Società Editrice Milanese.

Dal fondo del pozzo ho guardato le stelle
di Teresa Martini

in brossura, 14×21,5 cm, 208 pagine, Euro 15,00
ISBN 9788893902625

Cosa c’è di più impopolare del buio e della profon­dità, oggi che tutto è fatto per abbagliare ed essere abbagliati?
Un esploratore delle caverne racconta le sue incre­dibili avventure che ancora non sanno arrendersi alla noia o alla paura.
Andrea Gobetti intrattiene sul bordo del mistero il lettore, tra incontri coloriti e situazioni buffe o sur­reali cui la passione speleologica conduce.
Un li­bro per chi ama l’altro lato delle cose. Dai vulcani filippini alle montagne d’Albania il rac­conto viaggia alla ricerca di favolosi abissi nasco­sti, cercati spasmodicamente tra cime innevate e aride colline.
In compagnia d’una nutrita banda di amici e ricordi l’autore esplora i contorni dell’umanità marginale con cui vengono a contatto gli araldi di una attività non competitiva, non conformista, non pagata e destinata a un certo ed eccellente anonimato. Un’odissea simile a quella toccata ai marinai che disertarono nella caverna di Circe.
C’è il rischio di venirne acchiappati.

Intro
di Andrea Gobetti
Se scendi sottoterra, benché vivo e vegeto, subito alcune strane novità ti saltano agli occhi e anche addosso.

Sulle prime sembrano orrende, è tutto buio qui, c’è da sbattere malamente la testa e il resto della chincaglieria. Lo spazio è tortuoso, bislungo, un filo di vuoto contorto e affollato di spunzoni.

Le rocce ti circondano e ti sovrastano, vogliono soffocarti lo spirito e ce la faranno se non scorgi la strada del buio. Lui è molto più abile di quel che sembra a sfuggire al loro abbraccio, svicolare, aggirarle; il vuoto si burla del pieno e l’oscurità è l’eco della sua risata.

Nel buio scopri alcune curiose trasparenze.

La più nota è detta “Guarda la stella dal fondo del pozzo”, distaccati dalle luci del mondo e vedrai più lontano di quanto la massa degli abbagliati per vocazione non voglia né possa immaginare.

Un’altra trasparenza di quel buio primordiale scioglie il velo del tempo, ci mostra reale e presente una parte del mondo rimasta uguale a se stessa da migliaia se non milioni di anni. Nelle grotte il tempo non è più quel mostro furioso che in superficie divora uomini e panorami; pare invece paziente, fiero di sé mentre dedica tutta la sua arte agli arabeschi del vuoto. Lo puoi accarezzare, tanto pare immobile. Le cose che ti circondano sono le stesse di quelle che avrebbe visto la tua trisnonna, se mai avesse fatto la speleologa.

Una terza trasparenza del buio si apre sul nostro mondo interiore, quello che non si nota di profilo ma che ci fa vivere proprio perché è fatto di buchi, tubi, congiunzioni e scarichi che ci mantengono egregiamente in forma.

Le grotte mescolano liquidi e vento, sono fatte di vene, polmoni, filtri, sifoni, sacche, circonvoluzioni, intestini, e non è facile capire quale sia la nostra parte nel corpo della terra. Siamo ormoni? Pensieri? Batteri? Virus malefici? Stronzi? In questo su e giù di visioni spaziali, temporali, umane e fantastiche si eccitano, s’illudono e si consumano gli ardori degli speleologi, spesso mal accompagnati dalle solite scomodità notturnofile: il sonno, l’umido, il freddo, la fatica, la paura.

Perché ci vadano e perché tu li segua non è ben chiaro, ma laggiù nulla lo è. Forse le predette scomodità sono antidoti, vaccini contro mali ben peggiori in libera circolazione superficiale; forse sei matto, cerchi di andare dove il denaro non è mai arrivato.

Ma, qualunque sia stata l’ispirazione, il fatto positivo è intuire che da solo non ne verresti mai a capo: per godere dei labirinti infernali ci vuole una banda, una banda di esploratori.

Andrea Gobetti (Torino, 1952) vive in Lucchesia. Negli anni Sessanta entra nel mondo del soccorso speleologico, oltre a praticare lo scialpinismo e l’arrampicata. Conosce uomini straordinari, scrive di montagna, viaggi ed esplorazioni per varie riviste. È autore di molte pubblicazioni e ha collaborato con diversi registi alla realizzazione di documentari.

Qui di seguito alcuni link per conoscere meglio la meravigliosa scrittura di Andrea Gobetti:
https://gognablog.sherpa-gate.com/la-parete-intubata/
https://gognablog.sherpa-gate.com/la-verticoltura/
https://gognablog.sherpa-gate.com/luomo-delle-metamorfosi/
https://gognablog.sherpa-gate.com/farsa-ecologica/
https://gognablog.sherpa-gate.com/dieci-anni-dopo/
https://gognablog.sherpa-gate.com/la-ricerca-di-gian-piero-motti/
https://gognablog.sherpa-gate.com/maggio-2068/
https://gognablog.sherpa-gate.com/manolo-secondo-gobetti-1/
https://gognablog.sherpa-gate.com/manolo-secondo-gobetti-2/
https://gognablog.sherpa-gate.com/i-luoghi-comuni-per-andrea-gobetti/
https://gognablog.sherpa-gate.com/quando-il-cielo-dialoga-con-linferno/

 

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1 Comment

  • Satanasso d’un Gobetti! Zitto zitto, là fra gli ulivi, tiri fuori un nuovo libro!

    Da leggere tutto d’un fiato!

    Ciao!

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