Croce o albero della cuccagna?

Una croce, e che croce, divide sul Monte Baldo 2218 m due vescovi.

Quello di Verona mons. Giuseppe Zenti, l’aveva approvata a fine 2019 sul Faloria a Cortina d’Ampezzo ed ora, per Malcesine, alla presentazione della giunta comunale che però, strano, non permetteva contradditorio.

Quello di Trento, provincia confinante il luogo dove si vorrebbe installarla (caro anche ai trentini), l’arcivescovo metropolita Lauro Tisi, la dichiara: “ Inappropriata. La montagna non può essere appaltata come è ora al consumismo più volgare sul settimanale diocesano Vita Trentina per voce del suo editorialista Franco De Battaglia, già autorevolissimo direttore del quotidiano L’Alto Adige.

Il Baldo è pure la montagna molto amata dai turisti di lingua germanica che affollano “sempre” il lago di Garda. Spetta ora alla Soprintendenza di Verona l’atteso pronunciamento definitivo. Che, pur richiesto da mesi e mesi, ci è stato ora assicurato “a istruttoria finita”.

Vedi anche https://gognablog.sherpa-gate.com/no-alla-croce-sul-monte-baldo/.

Il testo che segue, ai primordi della contesa di principio, non è stato pubblicato dai quotidiani veronesi e trentini. Sarà troppo lungo? A noi pare anche documentato.

Croce o albero della cuccagna?
di Bartolo Fracaroli

Dicesi astile di croce apposta al termine di una lancia di legno di due metri ad uso processionale. Quella che si vorrebbe erigere a Tratto Spino 1752 m sul monte Baldo di Malcesine 65 m è di bronzo, alta 18 metri e pesa oltre 4 tonnellate. Bisognerebbe richiamare in vita Ercole, Golia o Sansone.

Astile non è. Un obelisco? Bisognerebbe sentire i cronisti di Cortina per sapere come mai, dopo un fervido interesse in seguito si è posto, ad ospitarla eretta sul Faloria 2123 m, un netto rifiuto. Utile sapere pure se, ai credenti, interessa la qualifica di croce più alta (o più lunga). Un primato da Guiness che, con la fede, non ha motivo, proprio perché rimanda alla frittura più grande di Camogli, la pizza più lunga di Napoli, all’albero di Natale più grande a Roma (Spelacchio, come non ne avesse tirati giù abbastanza la tempesta Vaia, piogge per giorni e vento a più di 200 l’ora del 28 e 29 ottobre 2018: 16 milioni di conifere d’alto fusto).

Monte Baldo, Tratto Spino

Record che poi tale non è perché abbiamo già il san Carlone sul lago Maggiore (1538-1584, arcivescovo di Milano), sul Sacro Monte di Arona , sponda piemontese, dove nacque il Borromeo, statua detta “il Colosso”, alta 35,70 m. col piedistallo, 23 senza, incastellatura in pietra, marmo e legno rivestita di lastre di rame battuto, finita nel 1698, accesso dall’interno, vista panoramica dai suoi occhi, narici e orecchie che, solo nel 1886, perse il primato della statua più alta al mondo quando i francesi donarono a New York quella della Libertà di metri 46. Né può competere col monte San Biagio di Maratea a Potenza, col Cristo Redentore di stile art decò, 30 metri, iniziato nel 1931, base di oltre 9, 400 tonnellate di ferro più calcestruzzo e scaglie di marmo di Carrara, perseguitato dai fulmini, chissà perché. E il Pao de Azucar a Rio de Janeiro, granito e quarzo, dal Cristo Redentore di 38 metri, notissimo su di un colle alto 396 m, dalla vistosa illuminazione notturna.

Malcesine non sarebbe competitiva ma l’opera dello scultore romano Andrea Trisciuzzi, 61 anni, ritrovata obbrobriosamente abbandonata in uno scantinato dal veronese Mirko Zanini che, con la società PGP2 di via Germania 1 a Verona, si occupa e preoccupa di opere d’arte, forse un primato può vantarlo.

Su a Tratto Spino, a lato dell’arrivo della funivia che sembra una stazione spaziale dagli interni del più puro kitsch e dagli esterni fatti di uno shrapnel di locande, ristori, baracchette, box, una cappella cementizia, garage, due malghe, viottoli, tratturi, stradelli e stradoni prima ciottolosi poi fangosi per la bellissima Grande Colma prativa sopra le creste del magico Ventrar 1751 m, e il vecchio albergo Lajadira ruderale, e una vecchia cabina d’antan, la scarsa informazione sentieristica poi, gli scarni scritti su ciò che si vede a 360 gradi, dove si può andare e come e perché (dove i circa 500 mila turisti che ogni anno salgono in cabina (19 euro A/R) si perdono spesso, perché nessuno gli dice che, in montagna, in discesa, le gambe fanno presto giacomo-giacomo e presto s’indolenziscono ai non allenati). Un lavoro in più per il soccorso alpino, frequente e per lo più notturno, che vi ha un appoggio in quota.

In realtà, a Tratto Spino la Colma Grande è uno stridente coacervo, vasta frittura mista dove l’urbanista non c’è mai stato, la folla sempre sì (anche volovelisti, deltaplanisti e tute alari), più uno spaccio di maglioni di alpaca (d’estate lì al pascolo, bellissimi fra le mucche). Lì una croce, altissima in testa all’altipiano, diametro 150 cm alla base e 80 in cima, a lato della cappella ci starebbe? A monito delle genti? 20 milioni di presenze annue sul lago. Avanti CoViD-19.

Mica tanto ci starebbe, lungo lo sviluppo verticale il crocione ha una serie di otto personaggi avvinghiati, che salgono in crescendo spiraliformi, fusi nel bronzo, e sembrano, oibò, arrampicare avvinghiati come su… ? Lo scultore Trisciuzzi ha spiegato con Zanini che l’opera, realizzata nel 2001, gli è stata richiesta da Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, papa Wojtila (1920-2005), che ne volle poi anche altre sette, ma “miniaturizzate” a 2,20 m ciascuna, distribuite ai due poli terrestri e sulle vette dell’arco alpino. Dicono anche che i 100 mila euro richiesti per l’intrapresa servono per l’elicottero gigantesco che porterebbe l’”obelisco” figurato sul Baldo, (dai 26 ai 30 mila euro) – e ci sarà anche la fusione da pagare (!?). Fitto annuo per 625 mq. di 600 euro al comune, contratto di 30 anni, diritti riservati.

Il Baldo, per chi lo conosce, ha ben altre risorse, straordinarie e mai promosse, nella comunicazione internazionale, per valorizzarlo. Forse è stato un bene? Il rischio può spalmarsi di ridicolo se il pensiero corre perfido ad una totemica antenna, la singolare epitome immaginifica, uno spottone panturistico di un inconsulto e improbabile… albero della cuccagna? A vantaggio della fede o della vocazione turistica lacustre-montebaldina? La funivia, convitato di pietra, col CoViD-19 nel 2020 è andata in rosso di 4 milioni di euro.

Pubblicato il

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *