La Valdastico bocciata per la seconda volta

La vittoria del Comune di Besenello (TN) e del comitato che si batte contro il prolungamento dell’autostrada A31: “Questa sentenza potrebbe costringere la società a ricominciare daccapo la progettazione”. La Cassazione infatti, ha dato ragione al Consiglio di Stato che di fatto aveva bocciato la grande opera fra Veneto e Trentino.

A venticinque anni dall’accensione del primo baluardo del Comune di Besenello, stagliato solo contro i titani autostradali, i frutti di quel pervicace coraggio infuso nelle mani del #guerrierocontrolapirubi oggi maturano. Con grande gioia e sollievo, diamo notizia della vittoria del Comune contro il ricorso in cassazione presentato dalla società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova per l’annullamento della sentenza del Consiglio di Stato. Qua il testo completo.
Molto del merito va agli avvocati Giandomenico Falcon e Christian Ferrazzi, all’avvocatessa Federica Scafarelli, e ovviamente a Roberta Rosi e Cristian Comperini, vicesindaca e sindaco di Besenello, senza il costante impegno dei quali oggi staremo probabilmente vivendo emozioni molto diverse.
Ma non ci fermiamo qua: forti anche della nuova mozione del CAI di Schio contro l’Autostrada, il nostro pronunciamento è oggi più forte che mai, così come la nostra vigilanza.

La Valdastico bocciata per la seconda volta
di Tiziano Grottolo
(pubblicato su ildolomiti.it, 4 febbraio 2021)

Per sapere se questa sentenza sarà anche la pietra tombale del progetto di prolungamento dell’A31-Valdastico nord è ancora presto ma di certo chi festeggia sono il Comune di Besenello e il coordinamento che si batte contro la realizzazione della grande opera. In primo luogo la Cassazione ha riconosciuto la legittimità delle azioni intraprese dal l’amministrazione comunale della Vallagarina, perché l’eventuale realizzazione dell’infrastruttura avrebbe conseguenze negative sul territorio e sulla vita degli abitanti, anche per via dell’aumento del traffico veicolare.

In secondo luogo la Cassazione ha riconosciuto la legittimità della sentenza emanata dal Consiglio di Stato che aveva posto l’accento “sull’illogicità della scelta amministrativa” legata alla realizzazione dell’opera. Pertanto il ricorso presentato dalla società “Autostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova Spa” è stato respinto e la stessa condannata a risarcire con 15mila euro le spese processuali sia alla controparte trentina che a quella veneta.

Un momento della protesta inscenata da Fridays For Future.

Per la Cassazione il Consiglio di Stato può verificare la correttezza dell’azione amministrativa sia sotto il profilo della razionalità delle scelte compiute, che della congruità dei mezzi adottati rispetto allo scopo proprio per evitare che il progetto, seppur di interesse pubblico, rappresenti un sacrificio sproporzionato degli altri interessi coinvolti. In sostanza nella precedente sentenza del 2019 era stata messa i risalto “l’arbitraria frammentazione in due lotti distinti di un progetto preliminare relativo ad un’infrastruttura originariamente concepita in modo unitario”, ma anche la mancata giustificazione della scelta di realizzare un prolungamento verso Nord dell’autostrada A31 senza ipotizzare il raggiungimento dell’A22. Inoltre si metteva nero su bianco “l’incoerenza del provvedimento adottato rispetto alle esigenze del territorio servito, già sufficientemente dotato di infrastrutture idonee ad assicurare il collegamento con la rete autostradale”. Insomma una bocciatura su tutta la linea che solo una sentenza della Cassazione avrebbe potuto cancellare, ma così non è stato.

Questa sentenza potrebbe costringere la società a ricominciare daccapo la progettazione – commenta a caldo Aaron Iemma referente del Coordinamento No Valdastico Nord-A31 – perché non si dovrebbe poter proseguire con i lavori senza avere una progettazione unitaria dell’opera”. Come fa notare Iemma la pubblicazione delle sentenza arriva nel giorno in cui per il 25esimo anno consecutivo il Comune di Besenello si oppone all’autostrada.

Ad incombere su “Autostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova Spa” c’è anche la scadenza (nel 2025) della concessione autostradale “l’unico motivo per cui esiste il progetto”. Gli ambientalisti comunque restano cauti e non smobiliteranno il comitato fino a quando non saranno certi di portare a casa il risultato: “Nel tempo abbiamo imparato a non stupirci più di nulla ma questa sentenza rappresenta comunque un durissimo colpo al progetto, da parte nostra tiriamo un sospiro di sollievo”. Il timore è che la società prosegua con i lavori almeno fino a quando non cesserà il supporto di Veneto e Trentino per la realizzazione dell’autostrada.

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