Il Teatro della natura

Palco ecosostenibile, quinte di pietra, temi verdi: idee di futuro a Tones on the Stones. Dal 22 luglio 2021 un festival con un nuovo progetto. Il cuore è una cava dismessa nella Val d’Ossola.

Il Teatro della natura
di Damiano Fedeli
(pubblicato su Corriere della Sera il 5 luglio 2021)

Le tre pareti granitiche di questa cava dismessa da dieci anni fanno di per sé pensare alle quinte di un teatro. Ed è proprio fra le rocce di gneiss di Cava Roncino a Oira, Crevoladossola, nella provincia del Verbano Cusio Ossola, che sta nascendo il Tones Teatro Natura. Un teatro ecosostenibile, all’aperto, inserito in un contesto ex industriale che sarà già da quest’anno la sede stabile del festival Tones on the Stones. Una rassegna che, così, alla sua quindicesima edizione, si trasforma e dà vita a una stagione con un calendario di eventi che dal 22 luglio arriva al 5 settembre 2021 fra musica – jazz, opera, elettronica – contaminazioni di linguaggi e multimedialità.

Uno degll eventi del 2020 di Tones on the Stones, ospitato nella stessa Cava Rondino a Oira (Verbano Cusio Ossola), dove si sta costruendo il Tones Teatro Natura

«Ogni anno dal 2007 abbiamo svolto il nostro festival in una serie di cave sul Lago Maggiore e in Val d’Ossola. Una formula che ha dato fortuna e stimoli a Tones on the Stones», spiega la direttrice artistica della rassegna, il soprano Maddalena Calderoni. «Lo scorso anno, con la pandemia, abbiamo approfittato per ripensare tutto. Ecco così che abbiamo cercato una cava dismessa per creare una casa per il nostro progetto. In periodo di teatri chiusi, costruirne uno è una bella sfida».

Tones on the Stones ha virato decisamente verso i temi dell’ambiente e della sostenibilità. Sia nei contenuti artistici, sia nella propria sede in costruzione sul progetto sviluppato da Fuzz Atelier, il Teatro Natura sarà completato in tre anni ma già adesso, seppure non rifinito, è utilizzabile. Avrà 1.500 posti a sedere e sarà autosufficiente dal punto di vista energetico, azzerando l’impatto con l’uso di una produzione locale da fonti rinnovabili. Il pubblico sarà invogliato a non usare plastica monouso, anche grazie a una fontanella per l’acqua potabile.

«Siamo immersi in una natura meravigliosa. E la nostra volontà è quella di conservare la memoria storica, usando le pietre della cava, anche i materiali di scarto o i vecchi container usati», racconta ancora Calderoni. «Abbiamo progetti di biblioteca verde e workshop di educazione ambientale. Il nostro parco è ideale per venire a leggere o a fare yoga. Persino la torretta scenica del teatro, una volta finiti gli spettacoli, diventa punto di osservazione per il birdwatching». Per finanziare i progetti, la Fondazione Tones on the Stones -presieduta da Fabrizio Bressani, con Nicola Giuliani come project manager – sta mettendo insieme soggetti pubblici e privati, come Assograniti. Verrà fatto anche ricorso al crowdfunding.

Uno degll eventi del 2020 di Tones on the Stones, ospitato nella stessa Cava Rondino a Oira (Verbano Cusio Ossola), dove si sta costruendo il Tones Teatro Natura

Qui, lo spazio del teatro dà forma anche ai contenuti artistici. «A differenza di altri progetti dove è il contenuto a dare l’impronta, da noi è un po’ il contrario: il leitmotiv e il contenitore. Qualsiasi contenuto portiamo in questo contesto del teatro di pietra, diventa una cosa nuova e diversa. Si può fare di tutto: jazz, opera, musica elettronica, arti digitali».

Ecco, così, che il festival si articola in quattro sezioni: Tones on the Stones vero e proprio, il 22 e il 24 luglio; Nextones, la rassegna sperimentale su elettronica e arte visuale, dal 27 luglio al 1° agosto; Riverberi Jazz con le ultime tendenze il 26 e 27 agosto e, dal 3 al 5 settembre, Campobase, campeggio temporaneo sui temi del rapporto uomo-natura.

Fra i tanti protagonisti in cartellone (programma completo su tonesonthestones.com), c’è uno dei musicisti internazionall di maggiore talento, il pianista armeno Tigran Hamasyan che sarà in concerto il 22 luglio (con Marc Karapetian al basso e Arthur Hnatek alla batteria) a presentare il suo ultimo lavoro The Call Within. Ci sarà la prima italiana di Conference of Trees del compositore tedesco Pantha du Prince, venerdi 30. La stessa sera la compositrice sperimentale Caterina Barbieri presenta in anteprima mondiale il suo progetto light-years. Prima internazionale per l’opera multimediale The End of the World dedicata alle questioni ambientali, con le musiche del pianista ucraino Lubomyr Melnyk, della violoncellista canadese Julia Kent e il collettivo torinese SPIME.IM a creare una performance di grande impatto visivo e sonoro.

Maddalena Calderoni

Fra i protagonisti del jazz, il trombonista Gianluca Petrella che si esibirà con il vibrafonista Pasquale Mirra il 26 agosto. Il 27 agosto è una serata che unisce musica, arte e sport, con i racconti di grandi storie di pugili in Gong, il suono dell’ultimo round, concerto multimediale con il trombettista Luca Aquino, il percussionista francese Manu Katché, i racconti del giornalista Giorgio Terruzzi. Il tutto accompagnato dalle opere visive di Mimmo Paladino.

«L’edizione dello scorso anno, Before and after, è stata davvero uno spartiacque. Abbiamo avuto la possibilità di ripensare il nostro festival, anche grazie a ospiti fra cui Emanuele Coccia, Elisa Cristiana Cattaneo, Veronica Raimo. Abbiamo abbracciato, così, questa nuova rotta di un progetto artistico di sostenibilità ambientale, sottolinea Ruggero Pietromarchi, che nel festival cura la rassegna Nextones. «ll territorio della Val d’Ossola è pieno di spunti da raccontare e sperimentare. Nextones quest’anno si arricchisce di questo nuovo spazio del Teatro Natura. Così, da festival itinerante concentrato sul linguaggio della sperimentazione audiovisiva elettronica, è diventato percorso di ricerca e di esplorazione sulla sostenibilità. In questo, è un festival unico nel contesto italiano e internazionale, proprio perché mette insieme l’esperienza immersiva legata a un territorio e un contenuto artistico di alto livello».

Ruggero Pietromarchi

Il programma
Dal jazz ai grandi pugili: un calendario in 4 sezioni
La lirica con danzatrici sulle pareti di roccia e proiezioni video. Le storie dei grandi pugili fra le opere visuali di Mimmo Paladino. Anteprime mondiali e nomi di primo piano della musica jazz: è ricco il programma del festival Tones on the Stones dal 22 luglio a 5 settembre al Teatro Natura di Cava Roncino a Oira, nella Val d’Ossola, in Piemonte.

Un festival diviso in quattro sezioni, la vera e propria Tones on the Stones il 22 e il 24 luglio; il festival sperimentale Nextones dedicato all’elettronica e all’audiovisivo (dal 27 luglio al 1° agosto in varie sedi fra cui il borgo di Ghesc, gli Orridi di Uriezzo e lo stesso Teatro Natura); Riverberi Jazz (il 26 e 27 agosto) e Campobase, dedicato alia consapevolezza della natura dal 6 all’8 agosto. Fra i protagonisti, la star internazionale del piano, l’armeno Tigran Hamasyan il 22 luglio (con Marc Karapetian al basso e Arthur Hnatek alia batteria). Il 24 il gala lirico multimediale No(t)te di stelle, firmato dal visual director Paolo Micciché e con nomi come Barbara Frittoli e Ambrogio Maestri insieme con Azer Zada, Antonio Di Matteo, Laura Verrecchia e Maddalena Calderoni. Sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana, Elisabetta Maschio.

Prima italiana per Conference of Trees di Pantha du Prince, compositore tedesco. Anteprima mondiale per lightyears di Caterina Barbieri il 30 luglio. E prima mondiale per l’opera multimediale The End of the World dedicata ai temi ambientali con il pianista ucraino Lubomyr Melnyk, la violoncellista canadese Julia Kent e il collettivo torinese SPIME.IM. Gianluca Petrella, trombone, e Pasquale Mirra, vibrafono, saranno in concerto il 26 agosto. Il 27, il bandoneón di Daniele di Bonaventura. Seguito da Gong, il suono dell’ultimo round, con le opere di Mimmo Paladino ad accompagnare i racconti di grandi pugili del giornalista Giorgio Terruzzi, con le musiche del trombettista Luca Aquino e del percussionista francese Manu Katché.

Uno degll eventi del 2020 di Tones on the Stones, ospitato nella stessa Cava Rondino a Oira (Verbano Cusio Ossola), dove si sta costruendo il Tones Teatro Natura

Il percorso
Fino all’anno scorso era una rassegna itinerante nelle cave di granito attive dell’Ossola. In Piemonte. Adesso Tones on the Stones, festival caratterizzato dalla ricerca artistica nel digital e dalla sperimentazione nelle performance immersive, trova una casa stabile: il Tones Teatro Natura, un teatro in pietra nella cava dismessa Roncino a Oira (Verbano Cusio Ossola). Sarà completato in tre anni (qui sopra un rendering del progetto), ma è già utilizzabile dall’edizione di quest’anno che si apre il 22 luglio 2021 e si chiude il 5 settembre 2021. La direzione artistica del festival è di Maddalena Calderoni; Ruggero Pietromarchi cura Nextones, la rassegna sperimentale dedicata a elettronica e arte visuale, nell’ambito del festival.

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