Carlo Mauri i Mondi

L’inaugurazione si è tenuta online venerdì 30 ottobre 2020.

Carlo Mauri i Mondi
Carlo Mauri nasce a Lecco, il 25 marzo 1930, 90 anni fa. Soprannominato il Bigio, è uno degli eroi nel piano dell’Alpinismo di CAST – il CAstello delle STorie di montagna. Tra le sue prime ascensioni sull’arco alpino spiccano la prima invernale della via Cassin sulla parete nord della Cima Ovest di Lavaredo con Walter Bonatti (1953) e la prima solitaria della via Poire sul versante della Brenva del Monte Bianco (1959). Famosa la sua partecipazione nel 1958 alla spedizione di Riccardo Cassin che lo portò sulla vetta del Gasherbrum IV. Da alpinista estremo è diventato viaggiatore sulle desertiche glaciazioni antartiche, nelle selve dell’Amazzonia, nelle steppe del Milione, sulle onde dell’Atlantico, ovunque la vocazione e l’istinto lo spingesse.

Penso e scrivo la mia storia, come se scrivessi e pensassi di un altro uomo… o meglio di altri uomini, di tanti quanti ogni atto, avvenimento, caso o avventura si sono trasfigurati in me: diventando un alpinista delle Alpi, uno sherpa sull’Himalaya, un eschimese in Groenlandia, un discendente degli Incas sulle Ande, un masai sul Kilimangiaro, un uomo primitivo fra gli indiani d’Amazzonia e fra gli aborigeni del deserto australiano. A volte, per adattarmi all’ambiente, ho dimenticato la mia cultura e sono sopravvissuto meglio con il solo istinto: come un animale ho immaginato di essere un pinguino all’Antartide e anche un delfino, quando navigavo a vela nelle acque tempestose di Capo Horn (Carlo Mauri)”.

L’esposizione è organizzata dal Comune di Sondrio, in collaborazione con Francesca Mauri e Paolo Vallara e vuole raccontare i mondi che Mauri ha esplorato, camminato, vissuto, respirato.

Si è voluto ricreare gli ambienti cari al Bigio, i suoi mondi, rappresentati a livello iconografico con le casse delle sue spedizioni. Ogni cassa un mondo, un libro. La mostra è fruibile attraverso la lettura dei grandi libri, dove spiccano le su foto magiche e i suoi testi, cosi profondi e asciutti. A completare il tutto ci sono pannelli verticali visivi, grafica a terra e dei laboratori per i più giovani. Il suo pensiero, le sue gesta, i suoi principi, cosi semplici ma profondi arrivano a tutte le età, 0-99 anni.”

Una mostra che è un viaggio, in un momento in cui gli spostamenti sono limitati e che quindi diventa simbolo di evasione, in un’avventura continua verso i quattro punti cardinali. Salire le montagne e attraversare i mari, penetrare le foreste incontro all’ignoto, cercare i luoghi ancora inesplorati nei quali pochi o talvolta nessuno erano passati diventò lo scopo di tutta una vita. La sua casa, la sua famiglia e il lago costituirono tuttavia il suo unico punto fermo, un porto sicuro in cui tornare dopo le grandi avventure: sulle Alpi o nel Karakorum, in Artide o in Antartide, sulle Ande o nelle terre di Kirghisi.

Per info e prenotazioni
CAST – il CAstello delle STorie di montagna (dal 30 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021, salvo disposizioni da DPCM)
Castello Masegra, Sondrio
cast@comune.sondrio.it
333.6177209

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1 Comment

  • Che peccato che i tempi abbiano imposto chiusure…
    Carlo Mauri è il grande nell’ombra. Se Bonatti ancora oggi è un nome imperituro, meno lo è quello di Mauri. E a torto perché condusse grandi imprese.
    La vita li volle sempre grandi amici.
    Chissà se dall’altra parte esistono mondi che loro stanno esplorando.

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