Paolo Seimandi – Le 108 perle

Questa breve carrellata di immagini ruota attorno a ciò che resta della cava di Balma Fiorant: un cumulo di enormi blocchi di gneiss martoriati dall’attività estrattiva, conosciuti come “Massi del Caporal”. Questi sassi hanno geometrie incredibili, sono circondati dalle pareti più famose della Valle dell’Orco, eppure sono sempre rimasti fuori dagli itinerari abituali degli scalatori.

Li vidi recensiti per la prima volta su 100 Nuovi Mattini, il testo sacro della generazione che mi precedeva. Il paragrafo si intitolava “Le 108 perle” e proponeva un percorso di 108 metri di dislivello – tanti quanti gli scalini dei templi sacri buddisti – che dalla cava saliva fino alle pendici del Sergent, per blocchi e brevi vie in fessura.

Dopo anni di scalate, e dopo averne documentato le linee per una guida di arrampicata, sono tornato in questo luogo con il desiderio di rappresentarlo, libero da vincoli editoriali. Inevitabilmente, lo sguardo è andato oltre i confini della cava e l’attenzione si è focalizzata sui giovani che oggi frequentano questo angolo di Valle. Alcuni di loro stanno portando avanti un’attività esplorativa, che, a mio parere, è tra le più prolifiche dell’ultimo decennio.

Spero mi perdoneranno se a volte ho fatto un uso pretestuoso della fotocamera, per convincerli a scalare anche quando le condizioni ambientali avrebbero suggerito di andare altrove.

Paolo Seimandi è nato a Ivrea nel 1979. Il suo primo pellegrinaggio al Caporal risale al 1995 e da allora ha frequentato per lunghi periodi la Valle dell’Orco, alla quale è sempre tornato con rinnovato entusiasmo. Negli ultimi anni, alla passione per la scalata ha affiancato quella per la fotografia. Nel 2020 è uscito il suo primo progetto editoriale: Orco – Le 100 più belle fessure edito da Maurizio Oviglia.

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